COS’È L’INFARTO?
L’infarto si verifica quando un’arteria del cuore si blocca completamente e improvvisamente. Pensate alle arterie del cuore come a tubature che portano sangue, e quindi ossigeno, al muscolo cardiaco. Se una di queste si blocca, la parte di cuore che dovrebbe alimentare non riceve più ossigeno e inizia a soffrire.
Nella maggior parte dei casi, il blocco avviene perché un deposito di grasso sulla parete dell’arteria si rompe improvvisamente. Quando questo succede, il corpo cerca di “ripararlo” formando un coagulo di sangue, ma questo coagulo finisce per bloccare completamente l’arteria.
Il danno al cuore inizia dopo circa 20-40 minuti senza sangue. Più passa il tempo, più grande sarà il danno. Questo è il motivo per cui è così importante agire velocemente: riaprire l’arteria entro le prime 1-2 ore salva gran parte del muscolo cardiaco.
QUALI SONO I SINTOMI DELL’INFARTO?
Come si riconosce il dolore tipico?
Il sintomo principale dell’infarto è il dolore al petto con queste caratteristiche:
Come si sente: Una sensazione di oppressione, peso o schiacciamento al centro del petto. Molte persone lo descrivono come “una morsa” o “un elefante sul petto”. Alcuni lo sentono come un forte bruciore.
Dove si sente: Al centro del petto o nella parte sinistra. L’area è grande, 10-15 centimetri, non è un punto singolo che si può indicare con un dito.
Dove si può estendere: Il dolore può diffondersi al braccio sinistro, a entrambe le braccia, alla mandibola, al collo, alla schiena tra le scapole, o alla bocca dello stomaco.
Quanto è forte: Molto forte, spesso il dolore più intenso che abbiate mai provato.
Quanto dura: Non passa. Continua per più di 20 minuti. NON migliora fermandosi a riposare.
Quali altri sintomi compaiono?
Insieme al dolore al petto, spesso compaiono:
- Sudorazione intensa e fredda, “a gocce grosse”
- Affanno, difficoltà a respirare
- Nausea e vomito
- Ansia fortissima, sensazione che stia per succedere qualcosa di terribile
- Debolezza estrema e improvvisa
- Svenimento o sensazione di svenire
- Palpitazioni, cuore che batte irregolare
L’infarto può presentarsi diversamente?
Circa 3-4 infarti su 10 si presentano con sintomi diversi dal classico dolore al petto. Questo è più comune in:
- Donne (quasi la metà ha sintomi atipici)
- Persone anziane, sopra i 75 anni
- Persone con diabete
Sintomi “strani” che possono indicare un infarto:
- Solo affanno senza dolore al petto
- Dolore solo alla bocca dello stomaco
- Stanchezza improvvisa e intensa senza altri sintomi
- Confusione mentale improvvisa negli anziani
- Dolore solo alla mandibola, al collo o alle braccia
- Nessun sintomo evidente (infarto silente)
Quando chiamare il 112 o il 118?
Chiamate immediatamente il 112 o il 118 se avete:
- Dolore forte al petto che dura più di 10-15 minuti
- Dolore al petto insieme a sudorazione, affanno, nausea o svenimento
- Qualsiasi dolore al petto se avete fattori di rischio: diabete, colesterolo alto, ipertensione, fumo, familiari con problemi cardiaci
NON andate in ospedale con la vostra macchina. L’ambulanza è molto più sicura perché:
- Gli operatori vi controllano durante il viaggio
- Se il cuore si ferma, possono rianimarvi subito
- Avvisano l’ospedale prima di arrivare, così tutto è pronto
- Iniziano subito le prime cure durante il trasporto
COSA FARE MENTRE ASPETTATE L’AMBULANZA?
Mentre aspettate l’arrivo dell’ambulanza:
- Sedetevi o sdraiatevi semi-seduti, nella posizione più comoda
- Slacciate tutto ciò che stringe: colletto, cintura, cravatta
- NON mangiate o bevete niente
- Cercate di restare calmi e respirate lentamente
- Se avete l’aspirina in casa, masticate 1-2 compresse (160-325 mg) - MA SOLO se NON siete allergici
- Preparate la lista delle medicine che prendete
Se la persona sviene?
Se la persona perde conoscenza e non respira normalmente:
- Chiamate subito il 118 se non l’avete già fatto
- Iniziate il massaggio cardiaco: 30 compressioni al centro del petto, poi 2 respiri, e ripetete
- Spingete forte, affondando di 5-6 centimetri, ritmo veloce (100-120 al minuto)
- Se c’è un defibrillatore automatico, usatelo: accendetelo e seguite le istruzioni
- Non fermatevi fino all’arrivo dei soccorsi
COSA SUCCEDE IN OSPEDALE?
Quali sono i primi esami?
Appena arrivati fanno subito (entro 10 minuti):
Elettrocardiogramma (ECG): L’esame più importante. Mostra se l’arteria è bloccata e quanto urgentemente serve riaprirla.
Monitoraggio continuo: Vi attaccano strumenti che controllano battito, pressione e ossigeno.
Prelievo di sangue: Per vedere se il cuore è danneggiato e controllare il resto dell’organismo.
Ossigeno: Se ne avete bisogno.
Come viene curato l’infarto?
Esistono due situazioni principali:
Arteria completamente bloccata (4 infarti su 10): Serve riaprirla URGENTEMENTE con un palloncino (angioplastica). Il medico inserisce un tubicino sottile da un’arteria del polso o dell’inguine, lo fa arrivare al cuore, riapre l’arteria e impianta una “molla” metallica (stent) per tenerla aperta. Si fa in anestesia locale, dura 30-60 minuti. Se l’ospedale non può fare l’angioplastica in tempo, danno farmaci che sciolgono il coagulo.
Arteria parzialmente bloccata (6 infarti su 10): Si inizia con medicine intensive. L’esame delle arterie si fa nelle ore o giorni successivi, secondo la gravità.
Quali medicine vengono date?
Appena fanno diagnosi, iniziano subito con:
- Medicine per fermare i coaguli (aspirina più un’altra simile)
- Medicine anticoagulanti
- Antidolorifici forti se serve (morfina)
- Medicine per rallentare il cuore e ridurre il suo lavoro
- Statine per il colesterolo, a dose alta
QUANTO DURA IL RICOVERO?
- Prime 24-48 ore: In terapia intensiva cardiologica, controllo continuo
- Altri 2-4 giorni: In reparto normale per stabilizzarvi e ottimizzare le cure
- Totale: Di solito 3-7 giorni se tutto va bene
Prima di andare a casa fanno un’ecografia del cuore, ottimizzano le medicine, spiegano come vivere e fissano le visite di controllo.
QUALI MEDICINE DOPO L’INFARTO?
Le medicine dopo l’infarto sono fondamentali per evitare un secondo infarto e vivere più a lungo. La maggior parte delle persone prende 4-6 medicine diverse.
Medicine anticoagulanti
Aspirina ogni giorno: Piccola dose (75-100 mg) per tutta la vita. Riduce di un quarto il rischio di un nuovo infarto.
Seconda medicina anticoagulante: Per 12 mesi prendete DUE medicine insieme (aspirina più un’altra). Dopo 12 mesi, di solito si continua solo con l’aspirina.
IMPORTANTE: Non sospendete MAI queste medicine di vostra iniziativa, nemmeno per operazioni o dal dentista. Parlate sempre prima con il cardiologo.
Statine per il colesterolo
Statine ad alta potenza per tutta la vita, anche se il colesterolo era normale. L’obiettivo è portare il colesterolo “cattivo” molto basso, sotto 55 mg/dL. Le statine riducono il rischio di nuovi problemi di circa un quarto.
Altre medicine per proteggere il cuore
Betabloccanti: Rallentano il battito e fanno lavorare il cuore più tranquillamente. Riducono la mortalità di circa un quarto. Si continuano per almeno 3 anni.
ACE-inibitori o sartani: Proteggono il cuore e le arterie. Particolarmente importanti se il cuore pompa meno bene, o se avete diabete o pressione alta. Riducono la mortalità di circa un quarto.
Altre medicine secondo i casi: Il vostro cardiologo potrebbe aggiungere altre medicine se il cuore è più debole, se avete il diabete, o se avete anche la fibrillazione atriale.
COME RECUPERARE DOPO L’INFARTO?
Riabilitazione cardiaca
È un programma che combina esercizio fisico guidato, educazione e supporto psicologico. Tutti dovrebbero partecipare.
Cosa include:
- Esercizio graduale sotto controllo medico (camminata, cyclette)
- Lezioni su alimentazione e fattori di rischio
- Aiuto psicologico per ansia e depressione
- Supporto per smettere di fumare
Benefici: Riduce la mortalità di un quarto, migliora la capacità fisica e la qualità della vita.
Attività fisica
Dopo la riabilitazione:
- Obiettivo: Almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata (camminata veloce, bicicletta, nuoto)
- Come iniziare: Gradualmente, 5-10 minuti al giorno, aumentando poco alla volta
- Intensità: Moderata significa che riuscite a parlare ma non a cantare
Fermatevi e chiamate il medico se durante l’esercizio avete dolore al petto, troppo affanno o capogiri.
Alimentazione
La dieta mediterranea riduce il rischio di nuovi eventi di circa un terzo:
- Tanti vegetali: verdure, legumi, frutta, noci, cereali integrali
- Olio extravergine d’oliva come grasso principale
- Pesce almeno 2-3 volte alla settimana
- Ridurre molto: carne rossa, insaccati, formaggi grassi, dolci, bibite zuccherate
- Limitare il sale
- Perdere peso se necessario (mezzo chilo alla settimana)
Smettere di fumare
Smettere di fumare dimezza il rischio di un nuovo infarto entro un anno. Chiedete aiuto al vostro medico: il supporto con esperti e i farmaci per smettere raddoppiano le possibilità di successo.
Riprendere le attività quotidiane
- Guidare: Dopo 1 settimana se l’infarto è stato semplice
- Lavoro: Dopo 2-6 settimane secondo il tipo di lavoro
- Attività sessuale: Dopo 1-2 settimane se riuscite a salire 2 piani di scale senza sintomi
- Viaggi in aereo: Dopo 2 settimane se tutto è andato bene
COME VA DOPO UN INFARTO?
La prognosi è migliorata moltissimo negli ultimi anni. Con le cure ottimali:
- La maggior parte delle persone vivono molti anni
- Circa 7-8 persone su 10 vivono almeno 10 anni dopo l’infarto
Come va dipende da: quanto danno ha subito il cuore, come pompa dopo l’infarto, se ci sono state complicazioni, se avete altre malattie, e soprattutto se prendete le medicine regolarmente e cambiate stile di vita.
Cosa migliora la prognosi?
- Arteria riaperta rapidamente
- Prendere tutte le medicine regolarmente
- Smettere completamente di fumare
- Partecipare alla riabilitazione cardiaca
- Esercizio fisico regolare
- Dieta mediterranea
- Mantenere peso, pressione e colesterolo sotto controllo
Combinare medicine e cambiamenti nello stile di vita può ridurre il rischio di un nuovo infarto di più della metà.
QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?
Chiamare immediatamente il 112 o 118
- Dolore forte al petto che dura più di 10-15 minuti
- Dolore al petto con sudorazione, affanno, nausea o svenimento
- Qualsiasi dolore al petto se avete fattori di rischio
Contattare il cardiologo
- Sintomi strani ma preoccupanti (affanno improvviso, stanchezza intensa)
- Effetti collaterali delle medicine (tosse, sanguinamenti, dolori muscolari)
- Difficoltà a seguire la riabilitazione
- Domande su medicine o stile di vita
- Ansia o depressione che interferisce con la vita quotidiana