La stenosi mitralica è un restringimento della valvola mitrale. La valvola mitrale si trova tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro del cuore.
Normalmente, l’apertura della valvola misura 4-6 centimetri quadrati. Quando questa valvola si restringe, il passaggio del sangue diventa difficoltoso. A causa del restringimento, il sangue ristagna nell’atrio sinistro e nei polmoni. L’aumento della pressione nei vasi polmonari può causare accumulo di liquidi nei polmoni, provocando mancanza di respiro.
La stenosi mitralica è considerata significativa quando l’apertura scende sotto i 2 centimetri quadrati e severa quando arriva a meno di 1.5 centimetri quadrati. La causa principale è storicamente la febbre reumatica, anche se oggi nei paesi sviluppati questa condizione è diventata molto rara grazie agli antibiotici.
COS’È LA STENOSI MITRALICA?
La stenosi mitralica è un restringimento della valvola mitrale, una delle quattro valvole del cuore. Questa valvola controlla il passaggio del sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro.
Normalmente, quando il cuore batte, la valvola mitrale si apre per permettere al sangue di passare dall’atrio al ventricolo. Poi si chiude per impedire al sangue di tornare indietro. In una persona sana, l’apertura della valvola mitrale misura 4-6 centimetri quadrati. Nella stenosi mitralica, la valvola diventa rigida e ristretta, limitando il flusso di sangue.
Il grado di stenosi viene classificato in base all’apertura della valvola:
• Stenosi lieve – Apertura superiore a 2 centimetri quadrati • Stenosi moderata – Apertura tra 1.5 e 2 centimetri quadrati • Stenosi severa – Apertura inferiore a 1.5 centimetri quadrati
Quando la valvola è ristretta, l’atrio sinistro deve lavorare più duramente per spingere il sangue attraverso. Nel tempo, l’atrio tende a dilatarsi. Questa dilatazione può favorire la comparsa di fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare), che aumenta il rischio di formazione di coaguli nel cuore.
QUALI SONO LE CAUSE DELLA STENOSI MITRALICA?
La causa principale della stenosi mitralica è la febbre reumatica. Questa è una complicanza di un’infezione da streptococco non trattata adeguatamente, come una faringite streptococcica.
Quando la febbre reumatica colpisce il cuore, può danneggiare le valvole cardiache, causandone l’ispessimento e la fusione dei lembi. Il danno può manifestarsi molti anni dopo l’episodio acuto, tipicamente 20-40 anni dopo. Circa 30-40 persone su 100 che hanno avuto febbre reumatica con interessamento cardiaco sviluppano stenosi mitralica nel corso della vita.
Oggi, grazie agli antibiotici e alle migliori condizioni igienico-sanitarie, la febbre reumatica è diventata molto rara nei paesi sviluppati. Tuttavia, rimane comune in alcune aree del mondo dove l’accesso alle cure mediche è limitato.
Altre cause meno frequenti includono:
• Calcificazione legata all’età – Negli anziani, depositi di calcio possono rendere rigida la valvola mitrale, anche se raramente causano restringimenti severi • Malformazioni congenite (difetti presenti dalla nascita) – In casi molto rari, la valvola può presentare anomalie strutturali fin dalla nascita • Endocardite (infezione della valvola) – Anche questa è diventata meno frequente grazie agli antibiotici
Prevenzione della febbre reumatica:
Trattare tempestivamente con antibiotici le infezioni da streptococco previene lo sviluppo della febbre reumatica. Se hai già avuto un episodio di febbre reumatica con interessamento cardiaco, il medico può prescriverti antibiotici in modo continuativo per prevenire recidive, secondo un programma che può durare molti anni.
QUALI SONO I SINTOMI DELLA STENOSI MITRALICA?
Potresti non avere sintomi per anni. Circa 20-30 persone su 100 con stenosi mitralica moderata non hanno disturbi. I sintomi tendono a comparire gradualmente quando il restringimento diventa più importante.
I sintomi possono improvvisamente peggiorare in alcune situazioni come:
• Gravidanza • Inizio di un’aritmia, come la fibrillazione atriale • Infezioni respiratorie • Attività fisica intensa
Quando i sintomi compaiono, possono includere:
• Fiato corto durante gli sforzi – È il sintomo iniziale più comune, presente in circa 70-80 persone su 100 con stenosi severa. Attività come salire le scale o camminare in salita diventano progressivamente più faticose. Nelle fasi più avanzate, il respiro può diventare corto anche a riposo • Dispnea parossistica notturna (difficoltà respiratoria improvvisa durante la notte) – Circa 20-30 persone su 100 si svegliano improvvisamente con la sensazione di soffocare, trovando sollievo solo sedendosi o alzandosi dal letto • Stanchezza e affaticamento – La ridotta quantità di sangue pompata dal cuore provoca una sensazione di debolezza e facile affaticabilità • Palpitazioni (sensazione che il cuore batta velocemente o in modo irregolare) – Presenti in circa 40 persone su 100, spesso dovute alla fibrillazione atriale • Emottisi (tosse con tracce di sangue) – Può verificarsi in circa 10-15 persone su 100 quando la pressione nei vasi polmonari diventa molto elevata • Edema (gonfiore alle caviglie) – Compare nelle fasi più avanzate quando il cuore destro comincia a soffrire
Complicanze che possono verificarsi:
• Edema polmonare acuto – Accumulo improvviso e massiccio di liquidi nei polmoni che causa grave difficoltà respiratoria. È un’emergenza medica • Fibrillazione atriale – Presente in circa 4 pazienti su 10 con stenosi mitralica sintomatica • Embolia e ictus – La formazione di coaguli nel cuore può causare ictus se questi si staccano e raggiungono il cervello • Ipertensione polmonare (pressione elevata nei vasi dei polmoni) – Nelle fasi avanzate, può sovraccaricare il lato destro del cuore
COME VIENE DIAGNOSTICATA LA STENOSI MITRALICA?
Il tuo medico:
• Ti farà domande sui sintomi e sulla storia clinica • Ti visiterà, ascoltando il cuore con lo stetoscopio per rilevare eventuali soffi cardiaci • Prescriverà degli esami
Esami che possono aiutare a diagnosticare la stenosi mitralica:
• Ecocardiogramma (ecografia del cuore) – È l’esame fondamentale per diagnosticare la stenosi mitralica. Si tratta di un esame non invasivo, indolore, simile a un’ecografia addominale. Permette di visualizzare la valvola mitrale, misurare il grado di restringimento e valutare il funzionamento del cuore. L’esame dura circa 30-45 minuti e non provoca dolore
• Ecocardiogramma transesofageo – In alcuni casi, una piccola sonda viene introdotta attraverso la bocca nell’esofago. L’esame viene eseguito con sedazione leggera e permette di vedere la valvola mitrale più da vicino, verificando l’assenza di coaguli
• Elettrocardiogramma (ECG o EKG) – Questo test registra l’attività elettrica del cuore. Può evidenziare ingrandimento dell’atrio sinistro o la presenza di aritmie. L’esame dura pochi minuti e non provoca dolore
• Radiografia del torace – Può mostrare ingrandimento del cuore o segni di accumulo di liquidi nei polmoni
• Cateterismo cardiaco – Viene eseguito raramente, solo quando gli altri esami non forniscono informazioni sufficienti. Durante questa procedura, un sottile tubo viene inserito in un vaso sanguigno e guidato fino al cuore per misurare le pressioni
L’ecocardiogramma permette di:
• Misurare l’apertura della valvola mitrale in centimetri quadrati • Valutare la differenza di pressione tra atrio e ventricolo • Verificare se la valvola presenta calcificazioni o ispessimenti • Controllare il funzionamento delle altre valvole cardiache • Stimare la pressione nei vasi polmonari
Classificazione della gravità:
• Stenosi lieve – Il restringimento è minimo e la maggior parte delle persone non ha sintomi. Di solito si fa un controllo con ecocardiogramma ogni 2-3 anni. Puoi condurre una vita normale senza limitazioni
• Stenosi moderata – Il restringimento è intermedio. Potresti non avere sintomi o averne solo durante sforzi molto intensi. È necessario un controllo annuale con ecocardiogramma
• Stenosi severa – Il restringimento è importante e l’apertura della valvola è molto ridotta. Circa 60-70 persone su 100 hanno sintomi (fiato corto, stanchezza). La pressione nei polmoni è elevata
COME VIENE TRATTATA LA STENOSI MITRALICA?
Il trattamento della stenosi mitralica dipende dalla gravità del restringimento e dalla presenza di sintomi. Le opzioni includono terapie mediche, valvuloplastica percutanea e chirurgia cardiaca.
Terapie mediche
I farmaci non possono correggere il restringimento valvolare, ma aiutano a controllare i sintomi e prevenire le complicanze:
• Diuretici (farmaci che aiutano a eliminare i liquidi) – Aiutano a eliminare i liquidi in eccesso, alleviando la congestione polmonare e il respiro corto
• Beta-bloccanti o calcio-antagonisti – Rallentano il battito cardiaco, permettendo un migliore riempimento del cuore, soprattutto in presenza di fibrillazione atriale
• Anticoagulanti (fluidificanti del sangue) – Prevengono la formazione di coaguli, particolarmente importanti se hai fibrillazione atriale
• Antibiotici preventivi – In alcune situazioni, come interventi dentali o procedure invasive, possono essere necessari per prevenire infezioni della valvola
Valvuloplastica percutanea
La valvuloplastica con palloncino è il trattamento di prima scelta per la stenosi mitralica severa quando la valvola presenta caratteristiche favorevoli. La procedura viene eseguita in sala di emodinamica, senza aprire il torace.
Durante la procedura, il cardiologo interventista:
• Inserisce un catetere attraverso una vena dell’inguine • Fa passare il catetere fino al cuore, attraversando il setto tra i due atri • Posiziona un palloncino speciale all’interno della valvola ristretta • Gonfia il palloncino per allargare l’apertura della valvola
La procedura ha un’alta percentuale di successo: 85-95 persone su 100 ottengono buoni risultati. La maggior parte dei pazienti nota un miglioramento immediato dei sintomi. La degenza ospedaliera è breve, solitamente 2-3 giorni, e il recupero è rapido.
Le complicanze sono rare, presenti in meno di 5 persone su 100, e includono:
• Versamento pericardico (liquido intorno al cuore) • Ictus • Danneggiamento della valvola con comparsa di rigurgito
Chirurgia valvolare
L’intervento chirurgico diventa necessario quando:
• La valvola è troppo calcificata o danneggiata per la valvuloplastica • È presente un rigurgito significativo della valvola • È necessario intervenire anche su altre valvole o sulle arterie coronarie
L’intervento viene eseguito a cuore aperto, in anestesia generale, con circolazione extracorporea (una macchina che sostituisce temporaneamente la funzione del cuore e dei polmoni). Il chirurgo può:
• Tentare di riparare la valvola separando le commissure fuse (commissurotomia) • Sostituire la valvola con una protesi meccanica o biologica
La degenza ospedaliera è di circa 7-10 giorni, seguita da un periodo di riabilitazione cardiaca.
QUANDO SERVE L’INTERVENTO?
Il tuo cardiologo decide se procedere con un intervento (valvuloplastica o chirurgia) basandosi sulla gravità della stenosi e sulla presenza di sintomi. Non tutte le stenosi mitraliche richiedono un trattamento immediato.
L’intervento è generalmente raccomandato quando:
• Hai stenosi severa che causa sintomi (fiato corto, stanchezza, palpitazioni) che limitano le tue attività quotidiane
• Hai stenosi severa senza sintomi, ma la pressione polmonare è molto elevata (più di 50 mmHg)
• Sei una donna con stenosi severa che desidera affrontare una gravidanza
Scelta tra valvuloplastica e chirurgia:
La valvuloplastica percutanea è preferibile quando:
• La valvola è ancora abbastanza mobile e non troppo calcificata • Non ci sono coaguli nell’atrio sinistro • Non è presente un rigurgito mitralico significativo
La chirurgia è necessaria quando:
• La valvola è troppo rigida o calcificata • È presente rigurgito mitralico moderato o severo • Devi sottoporti anche ad altri interventi cardiaci
CHE CONTROLLI SERVONO CON LA STENOSI MITRALICA?
La frequenza dei controlli dipende dalla gravità della stenosi e dal fatto che sia stato eseguito o meno un intervento.
Se hai stenosi lieve o moderata:
• Ecocardiogramma ogni 2-3 anni se lieve, ogni anno se moderata • Visita cardiologica annuale • Puoi condurre una vita normale senza limitazioni significative • Importante segnalare al cardiologo la comparsa di nuovi sintomi
Se hai stenosi severa senza intervento:
• Ecocardiogramma ogni 6-12 mesi • Visite cardiologiche più frequenti • Educazione al riconoscimento precoce dei sintomi • Limitazione degli sforzi fisici intensi
Dopo valvuloplastica o chirurgia:
• Ecocardiogramma a 1, 3, 6 e 12 mesi dall’intervento, poi annualmente • Monitoraggio di eventuali segni di restringimento ricorrente della valvola • Anticoagulanti a vita se hai ricevuto una protesi meccanica o se persiste fibrillazione atriale • Profilassi antibiotica prima di procedure odontoiatriche o invasive
Prognosi (prospettive a lungo termine):
La stenosi mitralica tende a progredire lentamente nel tempo. Se non hai sintomi, hai generalmente una prognosi eccellente. Dopo valvuloplastica o chirurgia, 85-90 persone su 100 notano un miglioramento significativo dei sintomi.
Dopo valvuloplastica, circa 10-20 persone su 100 possono necessitare di un nuovo intervento entro 10 anni a causa della progressione della malattia. Se ricevi una protesi valvolare meccanica, dovrai assumere anticoagulanti per tutta la vita.