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Tachicardia Ventricolare

Tachicardia ventricolare spiegata per pazienti. Sintomi, rischi, diagnosi e trattamenti.


COS’È LA TACHICARDIA VENTRICOLARE?

La tachicardia ventricolare è un tipo di aritmia in cui il cuore batte molto velocemente, tipicamente 100-250 volte al minuto. Il ritmo nasce dalle camere inferiori del cuore, chiamate ventricoli.

Normalmente, il cuore batte con un ritmo regolare controllato dal nodo senoatriale, che si trova nell’atrio destro. Nella tachicardia ventricolare, i ventricoli generano il proprio ritmo elettrico, battendo troppo velocemente e bypassando il normale sistema di conduzione del cuore.

Le tachicardie ventricolari possono essere classificate in base alla durata:

  • Tachicardia ventricolare non sostenuta – Episodi che durano meno di 30 secondi e si fermano da soli
  • Tachicardia ventricolare sostenuta – Episodi che durano più di 30 secondi o richiedono intervento per essere fermati

La tachicardia ventricolare è seria perché quando il cuore batte troppo velocemente, non ha tempo di riempirsi adeguatamente di sangue tra un battito e l’altro. Questo significa che pompa meno sangue al cervello e agli altri organi. In alcuni casi, la tachicardia ventricolare può evolvere in ritmi ancora più pericolosi che impediscono completamente al cuore di pompare il sangue.


QUALI SONO I SINTOMI?

Alcune persone con tachicardia ventricolare non sostenuta (episodi brevi) non hanno sintomi.

Quando i sintomi si verificano, possono includere:

  • Palpitazioni intense
  • Vertigini o capogiri
  • Mancanza di fiato, anche a riposo
  • Debolezza improvvisa
  • Dolore o fastidio al petto
  • Svenimento o perdita di coscienza

CHI È A RISCHIO?

La tachicardia ventricolare può colpire chiunque, ma alcune persone hanno un rischio maggiore:

  • Dopo un infarto – Il tessuto cicatriziale rimasto nel cuore può creare percorsi anomali per gli impulsi elettrici. Circa 5-10 persone su 100 che hanno avuto un infarto sviluppano tachicardia ventricolare
  • Cardiomiopatie – Quando il cuore è ingrossato, indebolito o rigido
  • Miocardite – Anche dopo guarigione, può lasciare zone alterate
  • Disturbi ereditari dei canali elettrici – Alcune famiglie hanno condizioni congenite come sindrome del QT lungo o sindrome di Brugada
  • Squilibri elettrolitici – Livelli bassi di potassio o magnesio nel sangue
  • Alcuni farmaci – Alcuni farmaci antiaritmici o altri farmaci possono paradossalmente causare aritmie
  • Uso di sostanze stimolanti – Cocaina, metanfetamine o altre droghe

In alcuni casi la tachicardia ventricolare compare in persone con un cuore strutturalmente sano. Queste forme sono generalmente meno pericolose e rispondono bene ai trattamenti.


COME SI DIAGNOSTICA?

Il tuo medico:

  • Ti farà domande sui tuoi sintomi e sulla tua storia clinica
  • Ti visiterà, ascoltando il cuore con lo stetoscopio
  • Prescriverà degli esami

Gli esami che possono diagnosticare la tachicardia ventricolare includono:

  • Elettrocardiogramma – È l’esame principale. Se viene eseguito durante un episodio, mostra chiaramente il ritmo anomalo. L’esame dura pochi minuti ed è completamente indolore
  • Holter ECG – Un piccolo registratore che porti per 24-48 ore mentre fai le tue normali attività. Registra continuamente il ritmo cardiaco e può catturare episodi sporadici
  • Event monitor – Un dispositivo che porti per settimane o mesi. Registra il ritmo quando premi un pulsante durante i sintomi
  • Ecocardiogramma – Mostra la struttura del cuore, quanto bene pompa e se ci sono problemi alle valvole. È importante per verificare se ci sono malattie del muscolo cardiaco
  • Risonanza magnetica cardiaca – In alcuni casi, questo esame permette di vedere cicatrici o aree danneggiate nel muscolo del cuore che possono causare l’aritmia
  • Studio elettrofisiologico – Con un catetere inserito attraverso una vena, si studiano i percorsi elettrici dentro il cuore per capire esattamente dove nasce l’aritmia. Durante lo stesso esame, a volte si può anche eseguire il trattamento

Il medico può anche prescrivere esami del sangue per controllare:

  • Elettroliti (potassio, magnesio, calcio)
  • Funzione tiroidea
  • Livelli di farmaci nel sangue

COME VIENE TRATTATA?

Il trattamento viene personalizzato in base a diversi fattori: frequenza e durata degli episodi, presenza di altre malattie del cuore, e risposta ai farmaci.

Cure d’urgenza – Se arrivi in ospedale durante un episodio grave, i medici possono usare:

  • Farmaci per via endovenosa come amiodarone o lidocaina per far tornare il ritmo normale
  • Cardioversione elettrica – Uno shock controllato per far tornare immediatamente il cuore al ritmo normale

Farmaci – I farmaci antiaritmici aiutano a stabilizzare il ritmo cardiaco e a prevenire gli episodi. I più utilizzati sono:

  • Beta-bloccanti come metoprololo, bisoprololo o atenololo – Rallentano il cuore e riducono le aritmie. Sono spesso la prima scelta
  • Amiodarone – Un farmaco antiaritmico potente usato quando altri farmaci non funzionano
  • Sotalolo – Combina effetti beta-bloccanti e antiaritmici
  • Flecainide o propafenone – Usati in alcuni casi specifici

È importante trattare anche la causa di base, come ottimizzare la terapia per lo scompenso cardiaco o per problemi alle coronarie.

Ablazione transcatetere – L’ablazione è una procedura che mira a spegnere il punto esatto del cuore da cui parte l’aritmia:

  • Viene inserito un catetere attraverso una vena dell’inguine
  • Si arriva fino al cuore guidati da immagini radiologiche
  • Si individua la zona che genera il ritmo anomalo
  • Con energia a radiofrequenza o crioablazione, si crea una piccola cicatrice che interrompe il circuito dell’aritmia

L’ablazione funziona particolarmente bene in certi tipi di tachicardia ventricolare, soprattutto quelle che nascono da punti specifici in cuori sani. Il tasso di successo varia dal 50 all’80 percento, a seconda del tipo di tachicardia e della presenza di malattie cardiache.

Defibrillatore impiantabile – Il defibrillatore impiantabile è un dispositivo salvavita che viene inserito sotto la pelle, vicino alla clavicola, e collegato al cuore con sottili fili:

  • Monitora continuamente il ritmo del cuore
  • Se rileva un ritmo pericoloso, interviene automaticamente
  • Può dare una piccola stimolazione elettrica per far tornare il ritmo normale
  • Se necessario, può dare uno shock elettrico per resettare il cuore

Il defibrillatore viene proposto a:

  • Persone che hanno già avuto episodi pericolosi di tachicardia ventricolare
  • Persone con alto rischio di morte cardiaca improvvisa, ad esempio dopo infarto con funzione cardiaca ridotta o con alcune cardiomiopatie

Le stimolazioni lievi non si sentono o si sentono appena. Se dà uno shock, la sensazione è come una scossa o un colpo al petto, che può essere sgradevole ma dura un attimo.


COSA POSSO FARE PER GESTIRLA?

Oltre alle cure mediche, alcune attenzioni nello stile di vita possono aiutare:

  • Segui le terapie prescritte – Prendi i farmaci con regolarità e non interromperli senza aver parlato con il cardiologo
  • Evita stimolanti – Bevande energetiche, eccesso di caffeina, alcol e droghe possono scatenare aritmie
  • Gestisci lo stress – Tecniche di rilassamento, sonno adeguato e supporto psicologico possono essere utili
  • Attività fisica graduale – L’attività fisica fa bene al cuore, ma va discussa con il cardiologo. Il medico può indicare quali attività sono sicure
  • Se hai un defibrillatore – Fai i controlli regolari del dispositivo e informa sempre i medici della sua presenza prima di esami o interventi. I defibrillatori moderni sono compatibili con la maggior parte delle attrezzature di uso quotidiano. Avvisa i medici prima di esami come la risonanza magnetica

Dopo la diagnosi e l’inizio del trattamento, servono controlli periodici:

  • Visite cardiologiche regolari con elettrocardiogramma
  • Monitoraggi periodici per verificare se ci sono ancora episodi
  • Se hai un defibrillatore, controlli del dispositivo ogni 3-6 mesi per verificarne il funzionamento
  • Esami del sangue per controllare i livelli di farmaci e la funzione di organi importanti

QUAL È LA PROGNOSI?

L’evoluzione della tachicardia ventricolare dipende dalla causa sottostante e dalla risposta ai trattamenti.

Con trattamento adeguato, la maggior parte delle persone risponde bene alle cure moderne:

  • I farmaci possono ridurre la frequenza degli episodi in 60-70 persone su 100
  • L’ablazione può eliminare completamente la tachicardia in 50-80 persone su 100, a seconda del tipo
  • Il defibrillatore, quando necessario, offre una protezione continua. Studi dimostrano che riduce il rischio di morte improvvisa del 20-30 percento nelle persone ad alto rischio

Con il giusto trattamento e i controlli regolari, molte persone con tachicardia ventricolare vivono vite attive e soddisfacenti. Alcune devono modificare certe attività, ma trovano un nuovo equilibrio che permette loro di fare ciò che amano in sicurezza.

Le persone con tachicardia ventricolare in cuori strutturalmente sani hanno generalmente prognosi eccellente, specialmente dopo ablazione riuscita.